martedì 4 settembre 2007

ANCORA DOLOMITI

Agosto sta finendo e dopo l'assaggio delle vette dolomitiche a metà mese, eccomi ancora immerso nel panorama del Trentino e delle sue inconfondibili montagne. Questa volta il viaggio è rivolto a un week-end per vie ferrate con gli amici Fabrizio e Serena. Loro non hanno mai affrontato un'esperienza del genere e io sono almeno 9 anni che non rimetto scarponi, imbrago, zaino e caschetto per salire in cima alle vette. Allora ci attrezziamo e organizzo un giretto tecnicamente semplice ma ugualmente emozionante. Venerdì 31 agosto siamo in partenza per le Dolomiti con il tempo che sembra non esserci amico. Piove infatti fino quasi a Trento, dove recuperiamo Fabry fermatosi per la notte di rientro da una trasferta, ma poi una volta arrivati in Val di Fassa il cielo si riapre e il tempo volge al miglioramento. Panino al mitico Bar Bianco e via in funivia a 2000 m.




La meta è il rifugio Roda di Vaél dove lasciamo pesi inutili e ci dirigiamo verso il passo del Vajolon (2580 m) per attaccare la via ferrata. Qualche raccomandazione di rito e via per l'avventura. Nonostante la stanchezza ci sia addosso arriviamo preso in vetta alla Roda di Vaél (2800 m) e un panorama mozzafiato ci si presenta davanti.





Proseguiamo per la cresta e scendiamo fino al canalone dove la via ferrata prosegue per una parete di 15 m d'altezza con un tratto difficile ed esposto. I ragazzi decidono che se la sentono e, seppur in apprensione, si fanno guidare nel trovare gli appoggi giusti e avanzare sul diedro esposto. Mitici! Siamo fuori dal passaggio difficile e l'autostima si impenna.



Il rientro in rifugio prosegue per altri tratti attrezzati e in serata raggiungiamo la base. Siamo stanchissimi... e il mio ginocchio fa molto male per l'assoluta mancanza di allenamento. Passiamo la serata a giocare a carte e ad assistere ad un crucco impazzito che suona la chitarra cantando Heidi e si esibisce anche nel suono della scopa con un mestolo di legno! Imperdibile!!




La mattina successiva ci trasferiamo al rifugio Fronza Coronelle festeggiando al Christomannos il compleanno di Serena con tanto di torta! L'epilogo mi è amaro. Il ginocchio fa molto male e non continuiamo per la prevista ferrata Santner ma scendiamo diretti in valle dove un francese ci da uno strappo al Passo di Costalunga con la sua mitica jeeppona (ma quant'era grossa!!). Da li in taxi fino a Vigo e di rientro anticipato a casa. Grazie a Fabry e Sere per aver condiviso con me questo tipo di vacanza. Il prossimo anno si ritorna... e questa volta fisicamente preparati.

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